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Tg1 e l'addio a Minzolini che dice: è una "porcata"


La sostituzione di Augusto Minzolini alla direzione del Tg1 ormai è cosa certa. L'addio alla direzione del Tg del prode scudiero berlusconiano era nell'aria da tempo dopo che è stato rinviato a giudizio per peculato dal tribunale, con l'accusa di avere sostenuto spese per 65mila euro con la carta di credito aziendale fornitagli dalla Rai. La decisione verrà presa martedì dal Cda Rai e già si fa il nome di Alberto Maccari, attuale direttore del Tgr, come suo sostituto.

La Rai e il profilattico che fa paura


Ieri la giornata mondiale contro l'Aids e oggi i retroscena per una parola che in Rai non si può usare: "profilattico". Cambia il governo ma non cambiano le brutte abitudini in Rai per cui l'informazione è sempre di più optional. Ai programmi e alle redazioni, che ieri si sono occupati di Aids, è arrivata un'email con la quale si diceva che il ministero ribadiva che in nessun intervento doveva essere nominato esplicitamente il termine profilattico come mezzo di prevenzione...

Le tanto attese nomine in Rai: Antonio Di Bella direttore di Rai3 e Marcello Masi al Tg2


Si aspettavano da tempo e finalmente da Viale Mazzini arrivano le nomine che vanno a riempire gli spazi ancora vacanti nell'organigramma dell'azienda. Il CdA della Rai ha approvato il pacchetto di nomine proposto dal dg Lorenza Lei tra cui quelle riguardanti la direzione di Rai3 e del Tg2. 

"Parla con me" e Rai: prima il si, ora l'addio


Sembrava accordo fatto tra il dg della Rai Lorenza Lei e la Fandango che si impegnava a un taglio delle spese del 5% per la realizzazione esterna di "Parla con me". Erano rientrate anche le voci che davano per certo il passaggio di Serena Dandini a La7. Ed invece, passato nemmeno un giorno dall'accordo, ecco cosa è successo...

Paolo Ruffini lascia la Rai e diventa direttore di La7


La Rai continua a perdere pezzi. Paolo Ruffini, dopo vent'anni passati a Viale Mazzini e nove come direttore di Rai3, da ottobre sarà il nuovo direttore di La7 al posto di Lillo Tombolini. Da tempo era dato già in partenza dopo le voci che volevano al suo posto un professionista meno schierato politicamente alla direzione di Rai3 nella nuova era del direttore generale Lorenza Lei. La Rai così si lascia scappare un'altra professionalità importante che aveva dato tanto all'azienda pubblica anche dal punto di vista degli ascolti e degli introiti pubblicitari.

Tg1: i giornalisti protestano per il calo di ascolti e la mancanza di credibilità del giornale nell'era Minzolini


Di certo non è un buon periodo per la nostra televisione pubblica tra dissesti di bilancio, l'addio di un pezzo forte come Santoro, le polemiche sui rapporti tra politica e nomine (vedi lo scandalo P4 che coinvolge la televisione pubblica attraverso le intercettazioni delle telefonate tra il faccendiere Bisignani e l'ex dg Mauro Masi), il ritardo nella presentazione dei palinsesti con i dubbi sulla conferma di molte trasmissioni di punta, il problema della raccolta pubblicitaria affrontato dallo stesso Presidente Garimberti che denuncia il mistero di un'azienda che non raccoglie quanto semina (naturalmente a tutto vantaggio dell'unico concorrente, indovinate chi). Insomma non brilla per chiarezza editoriale e bilanci consolidati, per non parlare di pluralismo e innovazione. Si aggiunge a questo la recente protesta dei giornalisti del Tg1, non una novità considerando l'addio precedente di Maria Luisa Busi traslocata su Rai3, la rimozione dalla conduzione di Tiziana Ferrario e Paolo Di Giannantonio e, da ultima, Elisa Anzaldo che rinunciava a mettere la faccia in un telegiornale che non fa informazione pubblica.

Rai e Santoro: divorzio consensuale


Un comunicato a doppia firma del nuovo dg Lorenza Lei e del conduttore di Annozero dove si conclama il divorzio consensuale tra la Rai e Michele Santoro. La Lei è riuscita dove Mauro Masi, con metodi strampalati e urlanti, non era riuscito. Dall'azienda televisiva pubblica con Santoro vanno via anche ascolti per una media di 5,4 milioni di media, 6 milioni di introiti (già ripuliti dai costi) all'anno, una trasmissione capace di far vincere a Rai2 tutte le sfide in prima serata contro la concorrenza. Va via dalla Rai con 2 milioni tra tfr e liquidazione e senza i vincoli dell'obbligo di non concorrenza che gli permette di portare il suo modo di fare informazione a La7 dove non vedono l'ora di assicurarsi una miniera d'oro di introiti pubblicitari derivanti dalle sue trasmissioni.

Debutto e flop della trasmissione di Sgarbi che viene sospesa dalla Rai


Si potrebbe dire "Ci tocca anche Vittorio Sgarbi" ma solo per una puntata. Andata in onda ieri sera la prima puntata della nuova trasmissione di Sgarbi, che già aveva fatto discutere per lo scontro tra il critico d'arte e il nuovo dg Rai Lorenza Lei, ed è subito sospesa. Davanti al teleschermo la metà dei telespettatori che di solito segue Rai1 in quella fascia.