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Tg1 e l'addio a Minzolini che dice: è una "porcata"


La sostituzione di Augusto Minzolini alla direzione del Tg1 ormai è cosa certa. L'addio alla direzione del Tg del prode scudiero berlusconiano era nell'aria da tempo dopo che è stato rinviato a giudizio per peculato dal tribunale, con l'accusa di avere sostenuto spese per 65mila euro con la carta di credito aziendale fornitagli dalla Rai. La decisione verrà presa martedì dal Cda Rai e già si fa il nome di Alberto Maccari, attuale direttore del Tgr, come suo sostituto.

Il Tg1 e le risate di Sarkozy su Berlusconi


Ormai non esiste nemmeno più la forma, anche nelle occasioni ufficiali e nelle conferenze stampa il nostro Premier viene apertamente deriso dagli altri capi di governo. In questo caso sono Sarkozy e la Merkel, coloro che stanno facendo il bello ed il cattivo tempo in Europa, a mettere in dubbio le capacità del nostro governo a mettere in atto provvedimenti che possano migliorare la situazione dell'Italia. Ma anche davanti a un video molto esplicito il Tg1 di Augusto Minzolini cerca di modificare quello che realmente è accaduto. Sembra che il Tg1 non giri intorno al mondo, come si fa vedere nella sigla, ma sia un pianeta che giri su sè stesso. 

Tg1: i giornalisti protestano per il calo di ascolti e la mancanza di credibilità del giornale nell'era Minzolini


Di certo non è un buon periodo per la nostra televisione pubblica tra dissesti di bilancio, l'addio di un pezzo forte come Santoro, le polemiche sui rapporti tra politica e nomine (vedi lo scandalo P4 che coinvolge la televisione pubblica attraverso le intercettazioni delle telefonate tra il faccendiere Bisignani e l'ex dg Mauro Masi), il ritardo nella presentazione dei palinsesti con i dubbi sulla conferma di molte trasmissioni di punta, il problema della raccolta pubblicitaria affrontato dallo stesso Presidente Garimberti che denuncia il mistero di un'azienda che non raccoglie quanto semina (naturalmente a tutto vantaggio dell'unico concorrente, indovinate chi). Insomma non brilla per chiarezza editoriale e bilanci consolidati, per non parlare di pluralismo e innovazione. Si aggiunge a questo la recente protesta dei giornalisti del Tg1, non una novità considerando l'addio precedente di Maria Luisa Busi traslocata su Rai3, la rimozione dalla conduzione di Tiziana Ferrario e Paolo Di Giannantonio e, da ultima, Elisa Anzaldo che rinunciava a mettere la faccia in un telegiornale che non fa informazione pubblica.