Pasolini è scrittore, poeta, regista, pensatore. Pasolini è profeta dei tempi moderni. Pasolini disprezzato ed emarginato perchè disordine in una società che voleva tenere tutto in ordine attorno ai feticci della famiglia, della religione, del progresso, del consumismo, della televisione. Pasolini difensore dell'ingenuità perduta del sottoproletariato che voleva diventare borghesia che, a sua volta, nell'adeguarsi al modello televisivo diventa "stranamenta rozza e infelice".
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Pasolini oggi come ieri: la televisione
Pasolini è scrittore, poeta, regista, pensatore. Pasolini è profeta dei tempi moderni. Pasolini disprezzato ed emarginato perchè disordine in una società che voleva tenere tutto in ordine attorno ai feticci della famiglia, della religione, del progresso, del consumismo, della televisione. Pasolini difensore dell'ingenuità perduta del sottoproletariato che voleva diventare borghesia che, a sua volta, nell'adeguarsi al modello televisivo diventa "stranamenta rozza e infelice".
Il Cinema di Pier Paolo Pasolini
Considero Pier Paolo Pasolini un regista figurativo. Racconta spesso di ragazzi di borgata e periferia nei suoi film ma non è neorealismo. Simbolico e statico, come se volesse ritrarre in quadri le parole dei suoi libri. Il suo linguaggio cinematografico è il piano-sequenza, il suo cinema è molto tecnico ed artigianale e ciò lo rende ancora più crudo e aderente alla realtà pur nella surrealità dei simboli usati per rappresentarla. Affronta nei suoi film i temi della sua scrittura: la morte del sottoproletariato, la miseria umana e il consumismo, il disfacimento della cultura e della terra in nome del progresso, l'incomunicabilità della sinistra, l'ipocrisia dell'educazione religiosa ma, allo stesso tempo, tanti sono i riferimenti religiosi nelle sue pellicole.
Willem Dafoe è "Pasolini" di Abel Ferrara da settembre al cinema
Tra i film al cinema che ci aspettano al ritorno dalle vacanze (clicca qui) c'e' di sicuro il ritorno di Pier Paolo Pasolini sul grande schermo grazie alla nuova opera di Abel Ferrara, "Pasolini", che ha scelto Willem Dafoe nei panni dello scrittore-regista morto 39 anni fa all'Idroscalo di Ostia...
Notte Anna Magnani su Iris 26 settembre 2013
26 settembre 2013 su Iris speciale maratona Anna Magnani dalle 23.30: "Mamma Roma", "Nella città l'inferno", "Lo sconosciuto di San Marino"...
Oggi nasceva Pier Paolo Pasolini: regista, pensatore, scrittore, uomo scomodo di un'Italia perbenista e piduista
A un giorno dal compleanno e dalla morte di un cantante-poeta, Lucio Dalla, con tutte le polemiche sulla sua omosessualità mai esposta al pubblico, oggi nasceva un altro poeta che, invece, non ha mai nascosto nulla di sè e di quello che guardava nel mondo...la sua vita è stato un tributo alla verità delle cose. Pier Paolo Pasolini (Bologna, 5 marzo 1922 - Roma, 2 novembre 1975), pensatore, scrittore, regista e uomo scomodo di un'Italia perbenista e piduista.
Abbiamo già parlato di Pasolini uomo di cinema e di Pasolini pensatore in due post nell'anniversario della morte:
Il cinema di Pier Paolo Pasolini
Pasolini oggi come ieri: la televisione
Corriere della Sera, 14 novembre 1974
Cos'è questo golpe? Io so
di Pier Paolo Pasolini
Io so
Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato "golpe"
Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969 [...]
Io so i nomi di coloro che, tra una Messa e l'altra, hanno dato le disposizioni e assicurato la protezione politica a vecchi generali, a giovani neo-fascisti, anzi neo-nazisti e infine criminali comuni, fino a questo momento, e forse per sempre, senza nome [...]
Io so perchè sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che mette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l'arbitrarietà, la follia e il mistero. Tutto ciò fa parte del mio mestiere e dell'istinto del mio mestiere [...]
Il coraggio intellettuale della verità e la pratica politica sono due cose inconciliabili in Italia. All'intellettuale, profondamente e visceralmente disprezzato da tutta la borghesia italiana, si deferisce un mandato falsamente alto e nobile, in realtà servile: quello di dibattere i problemi morali e ideologici [...]
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